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Comunicato stampa

La raffineria Api va chiusa, non la libertà di espressione

Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Roberto Cenci, già consigliere comunale di Falconara Marittima che, in questi giorni, ha iniziato il suo iter processuale presso il Tribunale di Ancona per essere stato citato in giudizio dalla raffineria Api per una supposta condotta ritenuta lesiva, in realtà, secondo noi, per la sua decennale battaglia ambientalista per la tutela del diritto alla salute e del diritto a vivere in un ambiente salubre.

La salvaguardia dell’ambiente e del diritto alla salute di ogni persona sono temi di assoluto interesse generale, per i quali sono fondamentali avere sempre la massima e puntuale informazione. 

Eppure, già nel 2019, Roberto riceve una denuncia penale da API raffineria di Ancona, insieme al giornalista di Rainews24 per diffamazione a mezzo stampa, poi archiviata dal giudice su richiesta del P.M.

Nell’aprile 2022, Roberto, intervistato nella primavera 2020 quale rappresentante del Comitato Mal’aria e de L’Ondaverde ODV Falconara Marittima, nel servizio realizzato e trasmesso da Striscia la Notizia, viene citato a giudizio presso il Tribunale Civile di Ancona da parte di API raffineria per una supposta condotta ritenuta lesiva dell’immagine di quest’ultima.

In realtà quel servizio televisivo di “Striscia la notizia” riportava studi e indagini oltre a fatti veri e incidenti accaduti nella raffineria. 

Un fotogramma del servizio di Striscia la Notizia di aprile 2020, in cui Roberto Cenci viene intervistato

Secondo noi, Roberto Cenci non ha diffamato proprio nessuno

La libertà di espressione è, e deve rimanere, un diritto fondamentale, tanto più quando si tratta di ambiente e di salute pubblica.

Inoltre la denuncia dell’Api risulta quanto più incredibile e inammissibile ora che la Procura di Ancona ha aperto un procedimento penale per “Disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti speciali, getto pericoloso di cose, lesioni personali a carico di numerosi cittadini, oltre a delitti contro la pubblica amministrazione e violazione della normativa”. A tutto ciò si aggiunge che sono stati rilevati nell’ambito delle indagini, i reati di abuso di ufficio, rivelazione dei segreti e istigazione alla corruzione a carico dell’organo tecnico di controllo. 

L'incendio alla raffineria, 25 agosto 1999 ore 5:45 del mattino

Gravissimi i capi d’accusa contenuti nell’indagine Oro Nero

Questi sono solo alcuni dei gravi capi di accusa degli indagati di “Oro Nero”, l’indagine della Procura della Repubblica, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) presso la Raffineria API di Falconara, a seguito delle tante denunce sull’inquinamento dell’Api fatte nel corso degli anni delle associazioni di cittadini di Falconara e delle Associazioni Ambientaliste.

Il comunicato completo dei Carabinieri del NOE potete leggerlo qui.

Sarebbe il caso che l’Api ritirasse la denuncia e iniziasse invece a ragionare sul suo futuro sempre più incerto per il progressivo, e ormai prossimo, divieto di utilizzo dei combustibili fossili causa principale della crisi climatica e di quella energetica.

Oggi Roberto ha bisogno di un enorme sostegno collettivo per affermare che la libertà di espressione è un diritto fondamentale, tanto più quando si tratta di ambiente e salute.

Noi stiamo con Roberto Cenci

Per questo appoggiamo l’iniziativa di crowdfunding per sostenere la difesa di Roberto Cenci e, con lui, delle persone che con coraggio e determinazione operano per la tutela del diritto alla salute, ad un ambiente sano e conseguentemente per la tutela del diritto a fare informazione su questi temi, nel rispetto del principio costituzionale della libertà di espressione.

Sul sito Buona Causa chiediamo un aiuto, piccolo o grande a secondo delle possibilità e delle sensibilità, a tutti coloro che intendono rivolgere la loro solidarietà a Roberto, per sostenerlo nel lungo percorso giudiziario che lo aspetta.

La raffineria va chiusa, non la libertà di espressione.

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