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Chi non festeggia ha perso, e voi non volete festeggiare.

Pubblichiamo la risposta integrale del consigliere Enrico Pergolesi alla Mozione Bernardini circa i fatti accaduti il 25 aprile 2021, presentata durante il consiglio comunale del 14 maggio.

“Illazioni, protervia, arroganza e tanta, tanta invidia. 
Ecco il contenuto di questa mozione paradossale. Non perderò tempo perciò a smontare le vostre ipotesi fantasiose, sarebbe inutile. 

25 Aprile, chi non festeggia ha perso. 
Questo era lo striscione principale che campeggiava in Piazza Roma il 25 Aprile. E chi era li festeggiava. Non faceva altro. 

Io in quel giorno tra i tanti volti che ho visto in quella piazza ho visto solo sorrisi e gioia, e chi sorride non sta odiando. È impossibile odiare e sorridere al tempo stesso. 

Voi fossilizzatevi pure su uno striscione a latere, fatevi tutte le vostre elucubrazioni mentali, cercate pure il cavillo, ma non c’eravate. Sapete come si chiama questa? Invidia. Solo invidia. Allora io potrei anche star qui mezz’ora a spiegarvi un sacco di cose, sull’indipendenza e la non subalternità della Scuola di Pace, sul perché gli scout erano in piazza… ma con questo atteggiamento che state dimostrando non servirebbe. 

E questa mozione che stigmatizza e criminalizza tutto l’universo mondo che non vi segue pedissequamente ne è la dimostrazione. Criminalizzate la scuola di Pace, gli Scout, l’Azione Cattolica.

Io non mi scandalizzo ne chiederò scusa per i colori, la musica, i sorrisi che venivano da quella piazza. Non chiederò scusa per i fiori deposti

  • in Piazza Cefalonia (isola greca e luogo di eccidio nazista) 
  • in via Antonio Gramsci (incarcerato dai fascisti), 
  • in corso Giacomo Matteotti (socialista, ucciso dai fascisti), 
  • in via Don Giovanni Minzoni (prete e fondatore di un gruppo scout, ucciso dai fascisti),
  • in via Carlo e Nello Rosselli (uccisi in Francia da sicari fascisti), 
  • in via Giovanni Amendola (liberale, bastonato a morte dai fascisti) 
  • o al monumento al Carabiniere Salvo D’Acquisto.

No. Non chiederò scusa per tutto ciò. 
Mi scandalizzo invece per il vostro silenzio e per la vostra assenza. 

Ad esempio, Forza Italia, forza che si definisce liberale ha portato, che so, un fiore in via Giovanni Amendola?
No.
C’è stato un solo gesto pubblico da parte delle forze politiche di maggioranza a parte l’appendere  drappi neri? 
No, allora non veniteci a raccontare che deve essere la festa di tutti, siete voi a non riconoscerla,  non noi a volervi escludere. 

Chi non festeggia ha perso, e voi non volete festeggiare. 

Quindi chiedete pure al consiglio di relegarci in altra piazza solo perché la Costituzione Italiana, nata  da quel 25 aprile, non vi permette di negare la piazza a chi non è a voi allineato. È quella stessa Costituzione Italiana che Pietro Calamandrei definiva

un testamento, un testamento di  centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un  italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, …, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione.

Ecco. È questa carta che permette al consigliere Da Ros di sedere in quest’aula, ma che non gli dà diritto di definire quei 100000 morti partigiani dei “vigliacchi che trucidavano bambini”.
Se credete davvero nei valori della Resistenza e della Costituzione state sbagliando bersaglio. 

Ed ora abbandonerò quest’aula.”

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