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Comunicato stampa

Perché Senigallia ha perso il CaterRaduno… e non solo.

È uscito il nuovo format del CaterRaduno, che prevede tre weekend consecutivi in centri turistici concorrenziali. A Pesaro città emergente e outsider, Cervia il futuro approdo come sede definitiva (con il fondato sospetto che una pur minima parvenza del “vecchio” CaterRaduno si avrà nella città romagnola – vedi anche la presenza di Don Ciotti con l’asta di Libera) e Senigallia cenerentola perdente in uscita morbida.

Che cosa significa per il turismo, l’immagine e l’identità di Senigallia

Senigallia ha perso il CaterRaduno, che caratterizzava la nostra città come destinazione turistica, con un evento di portata nazionale, unico e irripetibile, trasmesso in diretta radiofonica, che narrava di favolose giornate di incontri con gli ascoltatori, concerti di portata internazionale e attività di impegno civile e di leggerezza ludica e intelligente ironia.

Senigallia ha perso il CaterRaduno perché con il ruolo di cenerentola perdente a cui è stata relegata non avrà nel modo più assoluto la possibilità di ripetere le presenze turistiche del recente passato. Si pensi – solo per fare un esempio – che per la prima edizione nel giugno 2006 la nostra città ha avuto un saldo attivo di più di 16.000 presenze turistiche rispetto al giugno 2005 (fonte ripresa da dati statistici regionali).

Senigallia ha perso il CaterRaduno poiché quest’anno non sono previste dirette radiofoniche e sembra prospettarsi in sintesi una due giorni (venerdì/sabato) con animazione tipo villaggio turistico.

Senigallia ha perso il CaterRaduno poiché con i ritardi organizzativi dell’evento si è persa la promozione dell’immagine turistica cittadina, che per quindici anni è stata rimbalzata su Radio2 Rai dal mese di gennaio a giugno, con ricadute economiche di grande portata per il turismo locale e il suo indotto.

Senigallia d’ora in avanti non potrà contare su quel traino pubblicitario con enormi benefici per l’immagine della spiaggia di velluto. Qualche tempo fa Senigallia è stata citata nella trasmissione Caterpillar in modo imbarazzante, solo per la vergognosa rimozione dello striscione volto a chiedere verità per Giulio Regeni.

Senigallia ha perso il CaterRaduno poiché le date del 18 e 19 giugno designate per la nostra città vedono in contemporanea allo Sferisterio di Macerata le finali di Musicultura con la presenza di importanti nomi della musica italiana e nelle stesse date Fano ospita Passaggi Festival (che, guarda caso, avrà tra i tanti ospiti venerdì 18 giugno Antonio Di Bella e sabato 19 Massimo Cirri – mattatori delle serate senigalliesi nelle edizioni precedenti del CaterRaduno).

Un vero e proprio disastro prodotto dalla Giunta Olivetti

Forse era fin troppo prevedibile, purtroppo, che Senigallia avrebbe perso il CaterRaduno. Perché si scrive CaterTour itinerante ma si legge fine del CaterRaduno di Senigallia. E così l’arroganza e l’incompetenza della Giunta Olivetti ha prodotto un vero e proprio disastro: la perdita di una manifestazione di enorme valore culturale e turistico, che vivrà a Senigallia ormai solo una parte residuale.

Lo avevamo preannunciato, con la speranza di essere smentiti, una fine annunciata che ha nella Giunta Olivetti il soggetto responsabile per incapacità politica ed improvvisazione amministrativa. Dopo che l’amministrazione comunale si è prodigata in questi mesi nel distruggere quell’insieme di valori di solidarietà (vedi le vicende amministrative legate a Giulio Regeni e Patrick Zaki) e di tutela ambientale (Senigallia quest’anno non ha nemmeno aderito a M’illumino di meno, la giornata dedicata al risparmio energetico promossa proprio dalla redazione di Caterpillar) non poteva andare diversamente.

La perdita del CaterRaduno non è soltanto culturale ma anche una perdita di prospettiva ed economica, i cui risultati negativi si registreranno in questa stagione turistica e nelle prossime.

3 risposte su “Perché Senigallia ha perso il CaterRaduno… e non solo.”

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