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Comunicato stampa

Solidarietà ai cittadini ucraini: aderiamo a tutte le manifestazioni e agli appelli per il cessate il fuoco

È iniziata la guerra in Ucraina.

Putin ha annunciato operazioni per “proteggere il Donbass” e “smilitarizzare”, cioè distruggere le infrastrutture militari e denazificare il Paese.

Ci saranno molti morti. Come sempre molte sofferenze e vittime tra i civili.
Il rischio di una guerra mondiale, che inizia da noi in Europa, è diventato reale.

Putin è responsabile di questa guerra perché ha mosso i carri armati, è entrato in un altro Paese violando gli accordi e, per primo, ha dato ordine di sparare.
Ma questa guerra è anche figlia dell’espansionismo verso Est della NATO, che ha approfittato della giovane democrazia delle ex repubbliche baltiche, desiderose di aver guadagnato l’indipendenza dalla grande madre Russia, per riempire di missili i paesi dell’ex Patto di Varsavia, fornendo alibi al neo imperialismo di Putin.

Dov’erano i Governi Europei mentre tutto questo avveniva?
Da un lato stringevano accordi e costruivano infrastrutture per il gas dipendendo sempre più dalla Russia e dall’altro accettavano o condividevano la politica della NATO contro la Russia. Una strategia mossa dall’utile, ma miope e folle che ha prodotto il fallimento sotto i nostri occhi.

Ora chi riuscirà a fermare la guerra?
L’ONU potrà intervenire, papa Francesco potrà prendere l’iniziativa di parlare a Biden e a Putin?
O possiamo ancora sperare in una iniziativa politica dell’Europa (tra l’altro premio Nobel per la pace del 2012) che porti a un cessate il fuoco e al ritiro delle truppe russe?

Noi possiamo solo manifestare la nostra volontà di pace, di solidarietà con le tante persone ucraine che vivono nella nostra città, aderendo alle manifestazioni della CGIL, dell’ANPI, al digiuno di Papa Francesco e partecipando sabato 26 febbraio 2022 ad Ancona, al corteo “Le Marche plurali ed accoglienti”.

Una risposta su “Solidarietà ai cittadini ucraini: aderiamo a tutte le manifestazioni e agli appelli per il cessate il fuoco”

[…] Possiamo elaborare ogni teoria in merito alla situazione geopolitica e alle motivazioni che ci hanno portato fino a questo punto, ma crediamo che chi cerca responsabilità solo da una parte è servo dell’altra e pensiamo che si debba inevitabilmente cambiare rotta prima che sia troppo tardi, perché la strada intrapresa dall’Europa e dal nostro Parlamento con l’invio di armi e aspre sanzioni sia tutt’altro che pacifica. […]

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